Luoghi da visitare
Casa delle farfalle
Territorio magico quello delle severe Prealpi Carniche, ricco di leggende e tesori da scoprire. Ben lo sapevano fin dai primi del '900 entomologi e appassionati che, con le loro lanterne, si arrampicavano in notturna sul monte San Simeone, scatenando la curiosità e il divertimento degli abitanti di Bordano, il paesino ai piedi della montagna. Oggi come allora cercavano le farfalle. Sul San Simeone, infatti, in alcuni periodi dell'anno è possibile incontrare innumerevoli specie locali. Alle sue pendici nel 2003 è sorta la Casa delle Farfalle, un museo vivente e centro di educazione ambientale che ospita più di 300 specie di farfalle tropicali, libere di volare negli oltre 1000 metri quadrati degli ecosistemi riprodotti. Questi splendidi insetti multicolore accompagnano il visitatore nella lussureggiante vegetazione pluviale, dove in mezzo a banani, bromelie, kenzie, cycas e orchidee le farfalle si corteggiano, si riproducono e si nutrono.
Nelle suggestive foreste africane, asiatiche e amazzoniche delle serre in diretto contatto con le farfalle tropicali vivono anche vari uccelli, singolari rettili come la tartaruga dal guscio molle o l'iguana rinoceronte e curiose creature d'acqua e di terra come l'impressionante tarantola gigante.
Chi ancora non l'ha fatto, può visitare la Casa delle Farfalle da marzo ad ottobre e scoprire al suo interno anche le esposizioni museali dedicate ai colori, ai profumi e alle armi naturali.
Ai veterani, invece, la stagione 2009 porterà due interessanti novità: il giardino all'aperto delle farfalle italiane e i laboratori di scienze dotati di strumenti e attrezzature per la sperimentazione diretta.
Per ulteriori informazioni telefonare allo 0432 988135 o consultare il sito della
Casa delle farfalle.
Ancona votiva e statua lignea S. Simeone
Nel territorio di Bordano si possono ammirare alcune ancone votive di epoche diverse che ornano nicchie scavate in muri di case o costruite presso bivi ed incroci e che si traducono come segno di una religiosità profonda e popolare per San Simeone. L'immagine sacra più antica (XIX secolo) è quella che si incontra lungo la strada che sale al monte omonimo, sopra la località "la Bot". Entro una piccola nicchia di sassi si scorge la statua lignea del santo, ai piedi del quale si trovano le croci di legno lasciate in segno di devozione da chi per la prima volta sale al monte. Nelle vicinanze della vecchia ancona negli anni Sessanta è sorto un capitello schermato da una cancellata che racchiude una statua in pietra detta di "San Simionin", modellata su quella lignea.
Chiesa di S. Martino
La chiesa è l'esito di una ricostruzione post-terremoto che colpì Bordano nel 1976, realizzata dall'architetto Lorenzo Pevere. La chiesa parrocchiale di San Martino a Interneppo fu fondata nel 1854, data alla quale si fa risalire l'inizio dei lavori. Già sul finire dell'Ottocento si procedette alla demolizione dell'edificio (sul lato nord del colle Cjasteons) per affidarne la ristrutturazione all'architetto gemonese Girolamo D'Aronco, che portò a compimento l'opera tra il 1883 ed il 1891. Dell'originaria architettura si può ancora ammirare il campanile del 1900, in stile neogotico. Perduti i vecchi arredi che qui si conservavano, si possono però ancora ammirare una serie di affreschi dei pittori Giacomo e Antonio Brollo, uno dei quali si presenta come ex voto, con la narrazione di un miracoloso episodio verificatosi nel 1885, quando una parete della chiesa crollò senza ferire gli operai che vi lavoravano. Gli altri affreschi sul soffitto raffigurano la "Gloria della Beata Vergine della Cintura con San Agostino e Santa Monica", e sotto "San Martino Vescovo" in vesti pontificali.
Chiesa Sant'Antonio da Padova
La chiesa di Sant'Antonio da Padova, che risale al XVII secolo, è frutto della ricostruzione post terremoto dell'architetto Gino Marco Pascolini. Visitando la chiesa si possono ammirare le vetrate realizzate dall'artista friulano Arrigo Poz nel 1985, ed una serie di opere d'arte riportate nella loro sede originaria dopo la ricostruzione: tra queste ricordiamo una pala d'alatre in legno di noce intagliato raffigurante San Giuseppe con Gesù Bambino ed il fonte battesimale in marmo rosso di Verzegnis.
Chiesa San Simeone
La chiesetta di San Simeone è situata a 1215 metri sul monte omonimo ed è una delle chiese più in alta quota della regione. Ha un'architettura estremamente semplice, su base rettangolare allungata che termina con emiciclo, e facciate in pietra lasciata a vista che segnano fortemente l'ambiente e la natura circostante. La chiesa venne consacrata nel 1330 e si presume che la stessa fosse in origine compresa nel territorio di Venzone. In parte distrutta dal terremoto del 1348, la chiesetta fu ricostruita e riconsacrata.
Tra il XVII ed il XVIII secolo la gestione era alternativamente affidata di anno in anno alle comunità di Interneppo e Bordano. Una relazione del 1877 del professor Olinto Marinelli ci informa che all'epoca all'interno della chiesa si potevano ammirare affreschi attribuiti alla scuola di Gianfrancesco da Tolmezzo, un'iscrizione in caratteri gotici e, attorno all'abside, altri affreschi raffiguranti i dodici apostoli ed un Padre Eterno, più recenti e di tono minore. In seguito al restauro del 1913 gli affreschi andarono perduti, ma sopra la porta principale venne murata una lapide in marmo con un'iscrizione che ricorda la consacrazione solenne di San Simeone da parte del vescovo di Parenzo, Agilberto Georgico. La chiesa fu ulteriormente danneggiata in seguito ai terremoti del 1928 e del 1976. Tra il 1983 e il 1986 seguì il restauro da parte degli abitanti di Bordano.
Il Municipio
L'edificio, che accoglie la sede del municipio di Bordano, è stato realizzato su progetto di Vittorio Battigelli tra il 1985 e il 1986. L'architettura è contenuta in uno schema planimetrico quadrangolare e si sviluppa in un volume basso, organizzato com'è su due livelli. A caratterizzarla un grande porticato che si apre su due lati, che interrompe la continuità del corpo architettonico.