Flora e fauna

Il monte San Simeone (1.505 mt slm) rappresenta una realtà completa ambientale e vegetale delle Prealpi Friulane. I pendii più ripidi sono ricchi di specie xerotermofile e cioè piante in grado di vivere in presenza di precipitazioni molto scarse. Sul pianoro superiore del monte è presente la faggeta le cui piante risalgono a più di mezzo secolo fa. Da circa due decenni il Consorzio Monte San Simeone provvede ad opere di miglioramento boschivo.La fauna è principalmente costituita dalla coturnice, francolino, capriolo, cinghiale, sporadicamente da qualche cervo e dal muflone, infatti il monte San Simeone è una delle poche zone della regione dove si può ancora ammirare questa specie. Sovente si può ammirare una colonia di grifoni che dalla riserva di Cornino vengono a cercare cibo in questa zona. Spesso si può osservare anche l'aquila reale. Un'altra particolarità è la diversa esposizione climatica dei versanti; la differenza di vegetazione ed i microclimi offrono un ambiente di vita ideale per le farfalle che si possono ammirare già dai primi tepori primaverili, infatti vi si trova una moltitudine di varietà di lepidotteri.

Ancona votiva e statua lignea S. Simeone

Nel territorio di Bordano si possono ammirare alcune ancone votive di epoche diverse che ornano nicchie scavate in muri di case o costruite presso bivi ed incroci e che si traducono come segno di una religiosità profonda e popolare per San Simeone. L'immagine sacra più antica (XIX secolo) è quella che si incontra lungo la strada che sale al monte omonimo, sopra la località "la Bot". Entro una piccola nicchia di sassi si scorge la statua lignea del santo, ai piedi del quale si trovano le croci di legno lasciate in segno di devozione da chi per la prima volta sale al monte. Nelle vicinanze della vecchia ancona negli anni Sessanta è sorto un capitello schermato da una cancellata che racchiude una statua in pietra detta di "San Simionin", modellata su quella lignea. 

Chiesa di S. Martino

L'attuale chiesa è l'esito di una ricostruzione a seguito del terremoto che colpì Bordano nel 1976, ed è stata realizzata dall'architetto Lorenzo Pevere. La chiesa parrocchiale di San Martino a Interneppo fu fondata nel 1854, data alla quale si fa risalire l'inizio dei lavori. Nel frattempo si procedette alla demolizione dell'edificio del 1500 che si trovava sul lato nord del colle di Cjasteons, recuperando i materiali da costruzione che servirono proprio per erigere il nuovo edificio di culto, al centro del paese. I lavori furono affidati all'architetto gemonese Girolamo D'Aronco, che portò a compimento l'opera tra il 1883 ed il 1891. Dell'originaria architettura si può ancora ammirare il campanile del 1900, in stile neogotico. Perduti i vecchi arredi che qui si conservavano, si possono però ancora ammirare una serie di affreschi dei pittori Giacomo e Antonio Brollo, uno dei quali si presenta come ex voto, con la narrazione di un miracoloso episodio verificatosi nel 1885, quando una parete della chiesa crollò senza ferire gli operai che vi lavoravano. Gli altri affreschi sul soffitto raffigurano la "Gloria della Beata Vergine della Cintura con San Agostino e Santa Monica", e sotto "San Martino Vescovo" in vesti pontificali.

Chiesa Sant'Antonio da Padova

La chiesa di Sant'Antonio da Padova - il cui primitivo nucleo risaliva al XVII secolo - è frutto della ricostruzione post terremoto dell'architetto Gino Marco Pascolini. Visitando la chiesa si possono ammirare le vetrate realizzate dall'artista friulano Arrigo Poz nel 1985, ed una serie di opere d'arte riportate nella loro sede originaria dopo la ricostruzione: tra queste ricordiamo una pala d'alatre in legno di noce intagliato raffigurante San Giuseppe con Gesù Bambino ed il fonte battesimale in marmo rosso di Verzegnis. 

Chiesetta S Simeone

Chiesetta di San Simeone

La chiesetta di San Simeone è situata a 1215 metri sul monte omonimo ed è una delle chiese più in alta quota della regione. Ha un'architettura estremamente semplice, su base rettangolare allungata che termina con emiciclo, e facciate in pietra lasciata a vista che segnano fortemente l'ambiente e la natura circostante. La chiesa venne consacrata nel 1330 e si presume che la stessa fosse in origine compresa nel territorio di Venzone. In parte distrutta dal terremoto del 1348, la chiesetta fu ricostruita e riconsacrata. Tra il XVII ed il XVIII secolo la gestione era alternativamente affidata di anno in anno alle comunità di Interneppo e Bordano. Una relazione del 1877 del professor Olinto Marinelli ci informa che all'epoca all'interno della chiesa si potevano ammirare affreschi attribuiti alla scuola di Gianfrancesco da Tolmezzo, un'iscrizione in caratteri gotici e, attorno all'abside, altri affreschi raffiguranti i dodici apostoli ed un Padre Eterno, più recenti e di tono minore. In seguito al restauro del 1913 gli affreschi andarono perduti, ma sopra la porta principale venne murata una lapide in marmo con un'iscrizione che ricorda la consacrazione solenne di San Simeone da parte del vescovo di Parenzo, Agilberto Georgico. L'edificio fu ulteriormente danneggiato in seguito ai terremoti del 1928 e del 1976. Tra il 1983 e il 1986 seguì il restauro da parte degli abitanti di Bordano e Interneppo. 

Il Municipio

L'edificio, che accoglie la sede del municipio di Bordano, è stato realizzato su progetto di Vittorio Battigelli tra il 1985 e il 1986. L'architettura è contenuta in uno schema planimetrico quadrangolare e si sviluppa in un volume basso, organizzato com'è su due livelli. A caratterizzarla un grande porticato che si apre su due lati, che interrompe la continuità del corpo architettonico. 

Area Informativa sul dispositivo antisismico

Nella frazione di Interneppo, in posizione sovrastante il lago, è sorta l'area informativa sui dispositivi antisimici applicabili alle costruzioni civili e alle opere pubbliche. Si tratta di un monumento che ricorda gli eventi sismici che devastarono il Friuli nel 1976, ma stavolta da un punto di vista innovativo e tecnologico: infatti, il monumento è dedicato ad un dispositivo antisimico che ha permesso negli ultimi quarant'anni di limitare al massimo i danni alle infrastrutture e di salvare moltissime vite umane. Tale innovativa e rivoluzionaria tecnologia ha trovato la sua prima applicazione negli anni Settanta proprio nel prospiciente viadotto di Somplago, e ha permesso alla struttura di superare indenne gli eventi sismici del 1976. Il dispositivo è stato in seguito adottato su scala mondiale per numerose, moderne infrastrutture.

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